mercoledì 18 febbraio 2015

ENIGMI ALIENI – DESTINAZIONE ORIONE [DOCUMENTARIO HISTORY CHANNEL]

Ancora oggi, è innegabile il fascino che la costellazione di Orione esercita su coloro che alzando lo sguardo al cielo ne contemplano la maestosità e la bellezza, quasi come se qualcosa dentro ci noi ci facesse riconoscere in quella configurazione astronomica qualcosa che ha a che fare con le nostre origini e il nostro futuro. Chi o che cosa si cela dietro l’enigmatica sagoma di Orione il guerriero?

La storia umana del nostro pianeta sembra essere interessata da una costante: la particolare attenzione dei nostri antenati per la costellazione di Orione.
Tumuli, templi megalitici e piramidi, sembrano riproporre nella loro pianta la posizione delle principali stelle che formano la costellazione di Orione. Ma perchè?
Conosciuta anche come il Cacciatore, la costellazione di Orione si trova lungo l’equatore celeste ed è quindi visibile a tutte le latitudini della Terra.
Si tratta di una delle costellazioni più maestose e riconoscibili del cielo notturno, anche se non ha mai trovato posto nello zodiaco moderno. La costellazione conta di circa 130 stelle visibili ed è identificabile dall’allineamento di tre stelle che formano la cintura di Orione, mentre la sagoma dell’eroe è delineata da nove stelle.
Molte antiche civiltà hanno riconosciuto la costellazione di Orione nel suo complesso, anche se gli sono state attribuite immagini diverse. I Sumeri vedevano nelle stelle una pecora. Il nome Betelgeuse significa letteralmente “ascella”: nel caso dei Sumeri era l’ascella della pecora.


Nell’antica Cina, Orione era uno dei 28 Xiu (宿) zodiacali. Conosciuta come Shen (參), che significa «tre», era probabilmente chiamata così a causa delle tre stelle nella Cintura di Orione. Gli Egizi consideravano queste stelle come un tributo al dio della luce, Osiride.
La cintura e la spada di Orione sono spesso menzionate nella letteratura antica e moderna, e sono state anche stampate sulle insegne della 27esima divisione della United States Army, l’esercito statunitense.

martedì 17 febbraio 2015

LA STRAGE DI PORZUS 70 ANNI DOPO: IL VERO VOLTO DEI PARTIGIANI

Roma, 7 feb – Prima che il prossimo 25 aprile si dia fiato alle fanfare e si aprano le danze per festeggiare il 70° anniversario della nostra sconfitta militare nella seconda guerra mondiale, c’è purtroppo un’altra ricorrenza che, c’è da scommetterci, passerà senz’altro sotto silenzio. Si tratta del cosiddetto “eccidio di Porzûs”. E si farà finta di non ricordarsene proprio perché questo fatto, pressoché misconosciuto al grande pubblico (nonostante l’omonimo film del 1997), rappresenta il volto oscuro o, molto più probabilmente, il “vero” volto della cosiddetta “liberazione” e della sedicente “resistenza”.
Ma che cosa è successo di preciso nella piccola località friulana di Topli Uork, poi nota come Porzûs, tra il 7 e il 18 febbraio del 1945? Ebbene, un centinaio di partigiani gappisti (cioè comunisti) massacrarono 17 partigiani appartenenti alla brigata Osoppo, i cosiddetti “partigiani bianchi”. Al comando degli assassini si trovava Mario Toffanin detto “Giacca”, mentre a capo degli assassinati c’era “Bolla”, al secolo Francesco De Gregori, zio dell’omonimo e noto cantautore. Sempre tra gli osovani era presente, inoltre, Guido Pasolini, fratello del famoso regista Pier Paolo. Si trattò di un vero e proprio massacro, tanto efferato da non risparmiare neanche la donna del gruppo, Elda Turchetti.
Questo è tutto quello che c’è di certo su quei terribili eventi, poiché il Pci e gli altri interessati tenteranno in tutti i modi di nascondere o distorcere a proprio vantaggio l’accaduto. In principio ad esempio – secondo consolidata prassi antifascista – si diede la colpa ai fascisti, proprio come si fece per l’assassinio del filosofo Giovanni Gentile. In un secondo momento, invece, Toffanin e sodali scrissero una relazione ufficiale in cui si giustificava la strage come atto di guerra voluto e ordinato dal Pci, in quanto – a loro dire – gli osovani sarebbero stati collaboratori dei tedeschi e dei fascisti. Senza contare il fatto che il Toffanin cambierà più volte versione, spesso in maniera radicale. E seguitò a cambiar versione anche dopo essere fuggito in Jugoslavia a causa della sopravvenuta condanna per “omicidio aggravato continuato e saccheggio”, pur continuando – ovviamente – a percepire lo stipendio elargito dallo Stato italiano che paradossalmente lo aveva condannato.
Nel dopoguerra i giudici, infatti, per la strage di Porzûs condanneranno in sede processuale 41 imputati, comminando complessivamente tre ergastoli e circa 700 anni di reclusione. Ma tra latitanze, indulti, condoni e amnistie nessuno dei colpevoli fece un solo giorno di prigione. Si fece in tempo però, già nel 1945, a riconoscere al defunto De Gregori la medaglia d’oro al valor militare alla memoria con la seguente motivazione: “Cadeva vittima della tragica situazione creata dal fascismo ed alimentata dall’oppressore tedesco in quel martoriato lembo d’Italia dove il comune spirito patriottico non sempre riusciva a fondere in un sol blocco le forze della Resistenza”.
A destra: Lapide in ricordo delle vittime della Brigata Osoppo

È vero che quello era il periodo delle medaglie di latta e dei nastrini di cartone, di cui praticamente ogni scalcagnato poteva far sfoggio, tuttavia è interessante notare quella curiosa menzione del “comune spirito patriottico”. È interessante perché è opinione oggi prevalente tra gli storici che le brigate comuniste – le quali pretendevano di richiamarsi al patriota Giuseppe Garibaldi – abbiano ricevuto l’ordine di sterminare la brigata Osoppo direttamente dagli sloveni appartenenti al IX Corpo d’armata titino. Pare infatti che gli osovani avessero realmente avuto un abboccamento con esponenti della Decima Mas con lo scopo di organizzare una resistenza (una “resistenza” vera) alle mire espansionistiche del panslavismo titino. Si sarebbe trattato, cioè, di difendere l’italianità delle terre istriano-dalmate dalla pulizia etnica perpetrata dagli iugoslavi ai danni dei nostri connazionali, infoibati e poi costretti all’esodo.
I partigiani comunisti pertanto, per ordine degli sloveni, avrebbero agito contro gli interessi nazionali. Tanto che l’accusa di alto tradimento, avanzata nel processo del 1954, venne accolta, in quanto “la strage […] fu un atto tendente a porre una parte del territorio italiano sotto la sovranità jugoslava”. Questo, evidentemente, era lo “spirito patriottico” che animava i gappisti. Benché sia stato appurato che la loro azione fosse “diretta al fine del tradimento”, gli imputati vennero tuttavia assolti dall’accusa di tradimento, poiché tale azione non avrebbe determinato “una situazione di pericolo per l’interesse dello Stato al mantenimento della sua integrità territoriale”. Che l’Istria e la Dalmazia fossero state occupate e ripulite etnicamente da Tito e dai suoi infoibatori, a quanto pare, deve essere sfuggito ai probi inquirenti.
A sinistra: Mario Toffanin, detto "Giacca"
Questa, dunque, la cruda realtà, per troppo tempo velata dai toni insopportabilmente agiografici della cosiddetta “gloriosa epopea della Resistenza”, come l’ha definita nel 2012 il presidente della repubblica Giorgio Napolitano proprio in occasione di una storica commemorazione della strage. Del resto tutto ciò non stupisce, visto che si è chiamata “liberazione” un’occupazione militare (quella anglo-americana) e “resistenza” l’avanzata di soverchianti truppe nemiche (sempre anglo-americane), coadiuvata dagli atti terroristici di partigiani come Mario Toffanin. Proprio la figura di “Giacca” è emblematica: comandante di numerose “brigate” (e non quindi semplice gregario), oltre che per la strage di Porzûs fu accusato e condannato per “furto, rapine, estorsioni, omicidi, anche ai danni di una compagna di lotta”. Forse proprio Toffanin rappresenta lo specchio più fedele di un’epopea di cartone che, animata da un fervente “spirito patriottico”, finì col consegnare Roma a Roosevelt e Fiume a Tito. Con buona pace di Garibaldi, di 20 mila connazionali infoibati e di 350 mila istriano-dalmati condannati all’esilio e al pubblico ludibrio.

lunedì 16 febbraio 2015

Antinfiammatorio naturale, bomba per tosse e raffreddore: la ricetta

Natural anti-inflammatory, bomb for cough and cold: the recipe
Природные противовоспалительное, бомба при кашле и простуде: Рецепт
天然的抗炎,炸弹咳嗽和感冒:配方


Portiamo la nostra acqua e limone mattutina ad un livello superiore con il potere antinfiammatorio e detox di curcuma e dello zenzero.
Questo antinfiammatorio naturale è ideale da bere durante l’inverno, è ricca di sostanze antiossidanti che purificano il nostro fegato e danno inizio alla digestione.
Gli ingredienti sono limone, curcuma e zenzero, un mix che funziona a meraviglia per curare raffreddore, mal di gola, tosse, allergie e problemi di digestione.
Vediamo la ricetta.
1 cucchiaino di radice di curcuma grattuggiata o 1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
1 cucchiaino di zenzero grattuggiato o 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
2-3 spolverate di pepe nero
Succo di 1/2 limone
2 cucchiaini di miele
1 tazza e mezzo di acqua
Mischiare zenzero, acqua e curcuma in una pentola e far cuocere per 5-10 minuti senza far bollire. Filtrare il liquido in una tazza e aggiungere il miele e il succo di limone. Dopodiché potete iniziare a gustarlo.



domenica 15 febbraio 2015

La NASA ha scoperto un’altra terra

NASA discovered another Earth

NASA обнаружили еще одну Землю

NASA发现了另一个地球


Il “Kepler Space Telescope” della NASA ha recentemente scoperto un pianeta simile alla Terra che orbita intorno a una stella all’interno di una  zona della nostra galassia. Kepler-186F a circa 500 anni luce dalla Terra, nellacostellazione del Cigno.
Gli studi portato alla scoperta di un’altra zona abitabile della nostra galassia, conosciuta anche come la zona Goldilocks, la regione ruota attorno a una stella e sembra che i pianeti abbiano una  pressione atmosferica sufficiente da contenere grandi quantità di acqua. E’ stato stimato che ci sono almeno 40 miliardi di pianeti delle dimensioni della Terra che orbitano nella nostra Via Lattea, ma questo in particolare  è stato etichettato come il primo pianeta delle dimensioni della Terra, abitabile e  che ruota attorno ad una stella.

Oltre a Kepler-186F, ci sono quattro altri pianeti che orbitano attorno alla stella vicina all’interno del sistema Kepler-186 f. Ciò significa che questa stella è simile al nostro Sole,e che le probabilità di vita su questo pianeta aumentano in modo esponenziale.
“Conosciamo solo pianeta in cui esiste la vita – la Terra. Quando si cerca la vita al di fuori del nostro sistema solare ci concentriamo sulla ricerca di pianeti con caratteristiche che imitano quello della Terra “, ha detto Elisa Quintana, ricercatore presso l’Istituto SETI a Ames Research Center della NASA a Moffett Field, in California “Trovare un pianeta abitabile paragonabile alla Terra per dimensioni è un importante passo in avanti.”
La stella vicina a Kepler-186F ha la metà della massa e dimensioni del nostro sole, e riceve solo un terzo dell’energia che noi riceviamo dal nostro, inoltre  Kepler-186 f orbita intorno alla sua stella una volta ogni 130 giorni.



sabato 14 febbraio 2015

LA NASA SPERIMENTA UN MOTORE CHE VA CONTRO LE LEGGI DELLA FISICA

NASA experiments with an engine that goes against the laws of physics
Эксперименты НАСА с двигателем, который идет против законов физики
美国航空航天局的实验与违背物理定律的引擎

In un piccolo laboratorio al Johnson Space Center della NASA a Houston, un gruppo di ricercatori potrebbe aver appena sperimentato un motore che va contro le leggi della fisica. Per funzionare, pare proprio che funzioni - ma su come faccia a funzionare, nemmeno il suo inventore sa dare una risposta.
Tutto inizia anni fa, quando il fisico inglese Roger Shawyer partorisce EmDrive, descritto come un motore rivoluzionario che produce spinta facendo rimbalzare microonde in una sorta di imbuto di metallo chiuso. Il gradiente di radiazione che si viene a formare viene tradotto in spinta direzionale, e il motore si accende. Niente carburante, quindi, e il problema è proprio questo: secondo il principio di conservazione del momento, tale meccanismo non dovrebbe funzionare. Eppure, seppur preliminari, i primi dati indicano l'esatto contrario.


"È come se gli astronauti potessero guidare la loro navicella spaziale spingendo sulle pareti dall'interno, non ha senso," spiega il fisico John Baez.
Dopo essere stata accolta con scetticismo dalla comunità scientifica, di questa nuova tecnologia non si è più sentito parlare. Questo finché lo statunitense Guido Fetta non ha ripreso il progetto di Shawyer, ribattezzandolo 'Cannae Drive'. Fetta ha convinto un gruppo di ricercatori dell'Eagleworks Laboratories, parte del Johnson Space Center della NASA, a mettere alla prova il suo motore.
Dopo una serie di risultati ambigui, il motore è ricaduto nel dimenticatoio. O almeno, fino a ieri. Proprio ieri, infatti, i ricercatori della NASA hanno pubblicato i risultati di una serie di test che a prima vista paiono molto più "scientificamente validi". Il cambiamento principale è stato quello di calare il motore in un ambiente prossimo al vuoto assoluto (con una pressione di 5.0 per 10-6 Torr), lontano cioè da qualunque fonte di disturbo o contaminazione.
I risultati sono impressionanti: i sensori hanno registrato più di 50 micronewton di spinta generati dal motore. Per confronto, il motore a propulsione ionica della sonda Dawn è 90 mila volte più potente.
Ma i prossimi passi saranno quelli più difficili per il piccolo motore. Per accedere ai laboratori del Glenn Research Center, il più importante centro di ricerca aerospaziale del mondo, il motore dovrà generare almeno 100 micronewton, ben oltre la capacità degli attuali sensori, che per giunta si sono rotti più volte durante gli esperimenti a causa del budget scarsissimo.
L'unica cosa che possiamo affermare con certezza è che di EmDrive, o Cannae Drive, ne sentiremo ancora parlare.


giovedì 12 febbraio 2015

Cosa sanno? Perché così tanti tra i super ricchi si preparano a lasciare le loro posizioni?

What do they know? Because so many of the super rich are preparing to leave their positions?
Что они знают? Потому что так много сверхбогатых готовятся покинуть свои посты?
他们是怎么知道的?因为这么多的超级富豪正准备离开他们的位置?


Un sacco di persone ultra ricche si stanno tranquillamente preparando a fuggire quando sarà il momento. Stanno comprando beni di sopravvivenza, stanno comprando aziende agricole in paesi lontani e stanno comprando bunker sotterranei profondi. In realtà, un insider di primo piano al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, ha affermato che “la gente molto potente dice di aver paura” e ha sconvolto il suo pubblico quando ha rivelato di conoscere i “gestori degli hedge fund (fondi speculativi) in tutto il mondo che stanno acquistando piste di atterraggio e fattorie in posti come la Nuova Zelanda “.
Allora, cosa sanno? Perché così tanti tra i super ricchi si stanno preparando improvvisamente a lasciare i loro posti? Quando l’elite del mondo inizia a prepararsi per il giorno del giudizio, è un segno molto preoccupante. E in questo momento le élite sembrano prepararsi per il disastro come mai prima.
L’insider che ho citato sopra si chiama Robert Johnson. Egli è il presidente dell’Istituto di New Economic Thinking e ciò che di recente ha detto ad una platea gremita di Davos sta facendo notizia in tutto il pianeta …
Con la crescente disuguaglianza e i disordini civili da Ferguson e le proteste di Occupy fresche nella mente della gente, i super-ricchi del mondo si stanno già preparando per le conseguenze. Nel corso di una sessione in Davos, l’ex direttore di hedge fund Robert Johnson ha rivelato che i preoccupati gestori degli hedge fund stanno programmando le loro fughe. “So che i gestori di hedge fund in tutto il mondo che stanno comprando piste di atterraggio e le aziende agricole in posti come la Nuova Zelanda, perché pensano di aver bisogno di una via di fuga,” ha detto.
Ma non si è fermato lì.

In un’altra intervista, Johnson ha ammesso che “le persone molto potenti ci dicono di essere spaventati” e che le elites “vedono sempre più prove di instabilità sociale e di violenza”. È possibile guardare il video dell’intera intervista qui sotto …


Wow.
E Johnson non è il solo dire queste cose.
La seguente citazione proviene dal the Mirror …
Le sue dichiarazioni sono state confermate da Stewart Wallis, direttore esecutivo della New Economics Foundation, che alla domanda circa tali osservazioni ha detto a CNBC Africa: “Macchine da fuga, piste di atterraggio in Nuova Zelanda e tutto quel genere di cose, quindi fondamentalmente un modo per andarsene. Se potessero fuggire, su un altro pianeta, alcuni di loro lo farebbero. ”
Naturalmente non tutti gli elitari hanno in programma di prendere il volo per l’altra parte del globo.

Alcuni hanno in programma di andare in profondità, quando le cose si acuiranno.
Ad esempio, vi è un sito missilistico dismesso in Kansas, che è stato trasformato in condomini di lusso di sopravvivenza da uno sviluppatore immobiliare. Di seguito è un articolo del Wall Street Journal su quei condomini …
Il cosiddetto complesso di sopravvivenza Condo vanta unità a uno o due piani che costano da 1,5 milioni dollari a $ 3 milioni ciascuno. L’edificio può ospitare fino a 75 persone, e gli acquirenti comprendono medici, scienziati e imprenditori, dice lo sviluppatore Larry Hall.
Leggi art. completo: Zerohedge.com

mercoledì 11 febbraio 2015

Terza guerra mondiale alle porte?

Third world war at the gates?    Третья мировая война у ворот?        第三次世界大战的大门?




La contesa tra la NATO e la Russia in Ucraina rischia di trascinare seriamente il mondo in un nuovo conflitto armato, nella famigerata "Terza Guerra Mondiale" che per ora è stata combattuta solo in modo indiretto.


Oltre alla questione ucraina, tra i possibili "punti caldi" c'è da segnalare la Siria, dove a livello geopolitico si scontrano gli interessi degli States e dei regimi del Golfo, schierati con l'opposizione, e la Russia, schierata con Assad insieme all'Iran.

L'Europa si trova divisa a metà, in quanto buona parte della classe dirigente dell'UE è schierata con gli States, alcuni paesi come la Grecia e in parte la Germania e la Francia si stanno avvicinando alla Russia.
Da non sottovalutare ovviamente il fenomeno dell'ISIS, l'organizzazione terroristica emersa dalle frange più radicali e islamiste dell'opposizione siriana, diventato in seguito un vero e proprio stato, che sta cercando di conquistare il Medio Oriente e il Nord Africa, e sembra possa attaccare anche l'Europa.

A livello più generale c'è da dire che sostanzialmente questo ipotetico nuovo conflitto, per ora fortunatamente solo indiretto, a livello geopolitico vederebbe contrapposti gli interessi degli Stati Uniti e dei loro alleati a quelli della Russia, della Cina e dei loro alleati, mentre a livello
culturale e religioso rifletterebbe, nell'area mediorientale, un conflitto all'interno dell'Islam ( paesi sunniti come l'Arabia Saudita e il Quatar contro sciiti come l'Iran e la Siria ), e in seguito molto probabilmente tra mondo islamico e ebraico, "latente" ma nemmeno tanto conflitto che vede in quello palestinese/israeliano la sua più diretta emanazione.



Sperando che queste ipotesi non si concretizzino come scritto, staremo a vedere