lunedì 14 marzo 2016

I 30 cibi per vivere di più e meglio

The 30 foods to live more and better
30 продуктов, чтобы жить больше и лучше
30食物生活更多更好
30 खाद्य पदार्थ अधिक और बेहतर रहने के लिए


Sono 30 e sono cibi “smart”, cioè brillanti e intelligenti, perché "la loro azione sul nostro organismo è straordinaria: saziano, contrastano l'accumulo di grasso, allontanano le malattie e allungano la vita". È un'assicurazione sulla vita che passa dal piatto 'La Dieta Smartfood', il primo regime alimentare tutto italiano a marchio scientifico: quello dell'Ieo di Milano, l'Istituto europeo di oncologia fondato da Umberto Veronesi. Dai laboratori di via Ripamonti arriva in tavola la dieta basata su "migliaia di ricerche scientifiche" nel settore della nutrigenomica, la disciplina che studia le relazioni fra cibo e Dna.
La guida per scoprirla è un libro che viene presentato oggi nel capoluogo lombardo. Edito da Rizzoli, sugli scaffali dal 25 febbraio. Un'opera che fa bene alla salute e alla ricerca, perché per ogni copia venduta (16 euro), 1 euro sarà devoluto alla Fondazione Ieo-Ccm (Istituto europeo di oncologia-Centro cardiologico Monzino), per sostenere gli studi che nelle 360 pagine del volume vengono tradotti in istruzioni per l'uso. La sfida è ambiziosa: perdere peso, prevenendo al contempo il cancro e le malattie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative. Il tutto mangiando i cibi giusti che funzionano come farmaci.
"Sono alimenti speciali e allo stesso tempo comuni, di facile reperibilità", assicurano gli autori. Ma quali sono? Si dividono in 2 gruppi: 20 cibi 'Longevity', alleati di lunga vita, e 10 'Protective', scudo contro le patologie big killer.
I 20 'Longevity Smartfood' sono arance rosse, asparagi, cachi, capperi, cavoli rossi, ciliegie, cioccolato fondente, cipolle, curcuma, fragole, frutti di bosco, lattuga, melanzane, mele, peperoncino e paprika piccante, patate viola, prugne nere, radicchio, tè verde e tè nero, uva. Contengono molecole smart che hanno dimostrato di attivare i geni della longevità: le antocianine, la capsaicina, la curcumina, l'epigallocatechingallato, la fisetina, la quercetina e il resveratrolo.
I 10 'Protective Smartfood' invece sono aglio, cereali integrali, erbe aromatiche, frutta fresca, frutta a guscio, legumi, olio extravergine d'oliva, oli di semi spremuti a freddo, semi oleosi, verdure. Categorie di cibi che proteggono l'organismo, allontanando l'obesità e molte malattie croniche.
Tutto nasce dalle ricerche di Pelicci, il primo scienziato ad avere dimostrato l'esistenza dei geni dell'invecchiamento nei mammiferi. Il passaggio successivo è stato scoprire che certe sostanze contenute negli alimenti riescono a 'imbavagliare' i geni che ci fanno invecchiare, come p66 e Tor, e ad attivare i geni che allungano la vita, come Sirt. 

La ragione è che queste vie genetiche coincidono con le vie del metabolismo. I geni dell'invecchiamento (gerontogeni) si attivano per esempio dopo pasti abbondanti e ordinano che si ricavi energia nelle cellule e che si immagazzini grasso. Ma l'iperproduzione di energia e l'accumulo di grasso innescano il decadimento fisico e le malattie legate alla senescenza, come il cancro. Al contrario, se c'è carenza di cibo i geni dell'invecchiamento non si esprimono e lasciano 'parlare' quelli della longevità. Questi impongono che si usi l'energia disponibile solo per riparare i vari danni a carico dei tessuti, e dunque per mantenere il corpo in salute.

La dieta Smartfood si basa proprio sulla scoperta che con alcuni cibi mangiamo, ma è come se non lo facessimo. Questi alimenti contengono infatti delle sostanze che mimano il digiuno, cioè sono capaci di provocare gli stessi effetti che ha la restrizione calorica sulle vie genetiche della longevità: inibiscono i geni dell'invecchiamento e accendono i geni della lunga vita.

La dieta a marchio Ieo prevede un approccio graduale per migliorare il proprio stile di vita. Due le fasi: 'Start' e 'Smart'. La prima parte consiste nell'autovalutazione, dal peso al test alimentare; la seconda guida a mettere in pratica gli schemi con le porzioni consigliate. La premessa fondamentale è che "nessun cibo è escluso, men che meno pane e pasta. Vanno privilegiati gli Smartfood, provenienti dal mondo vegetale, ma in tavola si possono portare anche le proteine animali, dal pesce alle uova, dai formaggi alla carne".    


venerdì 4 marzo 2016

BRAHMI, L’ERBA MAGICA PER AUMENTARE LA MEMORIA

Brahmi, the magic herb to increase memory
Brahmi, волшебная трава для увеличения объема памяти
婆罗米,神奇的药草增加内存
ब्राह्मी, स्मृति में वृद्धि करने के लिए जादू जड़ी बूटी


Il Brahmi (Bacopa monnieri), noto anche come Bacopa è una pianta perenne, strisciante, con numerosi rami che cresce nelle zone umide e paludose.
I piccoli fiori bianchi con quattro o cinque petali, sbocciano nella maggior parte dei mesi dell’anno.
Il frutto del Brahmi è di forma ovale e tagliente all’apice.
Il Brahmi è originario dell’India, ma si è diffuso in tutti i tropici.
Ha un grande valore nella medicina ayurvedica dove è utilizzato principalmente come tonico del cervello e mentale per trattare la perdita di memoria e l’Alzheimer.
Nella medicina ayurvedica, il Brahmi è classificato come Medhya Rasayana, che è il nome dato ai farmaci utilizzati per migliorare la memoria e l’intelletto.
In linea con questo, il nome del Brahmi è derivato dal nome “Brahma”, che è il dio indù della creazione.
Benefici Per La Salute.
Il Brahmi ha una lunga storia nella medicina ayurvedica indiana.
È ampiamente usato per il suo effetto benefico sulla circolazione sanguigna che promuove la funzione efficiente del fegato, dei polmoni e dei reni.
È tradizionalmente usato per trattare i problemi della pelle tra cui la psoriasi, eczemi, ascessi e ulcere.
Il Brahmi è usato per stimolare la rigenerazione e la crescita delle cellule della pelle.
Usi Medicinali Tradizionali del Brahmi:
potenziatore della memoria
stanchezza mentale e fisica
insonnia
ansia
sindrome dell’intestino irritabile
aumento del desiderio sessuale
impotenza
bronchite
tosse e raucedine
artrite
reumatismi
condizioni infiammatorie
livelli elevati di colesterolo
perdita di capelli
ulcere
febbre
problemi digestivi
Benefici Per La Salute.
Il Brahmi è utilizzato nella medicina ayurvedica indiana come tonico del cervello.
Nel 1963 una ricerca sulla pianta del Brahmi ha identificato 2 molecole attive: Bacoside A che assiste nel rilascio di ossido nitrico che permette il rilassamento dell’aorta e delle vene e consente al sangue di fluire più agevolmente attraverso il corpo aiutando la circolazione; e Bacoside B, una proteina apprezzata per nutrire le cellule nervose del cervello.
I bacosidi migliorano la capacità cognitiva, promuovono la chiarezza mentale e la messa a fuoco.
Nel maggio 1996 la Royal Society of British Science ha pubblicato un documento sull’ossido nitrico, definendolo la meraviglia del decennio.
L’articolo ha spiegato che l’ossido nitrico nel Brahmi ha un effetto estremamente positivo sull’apprendimento e richiamo di memoria.
In uno studio condotto per testare gli effetti cronici del Brahmi sulla memoria umana fatto presso l’Università di Wollongong, Australia, si è rilevato che il Brahmi mostra una significativa azione di rafforzare la capacità dei soggetti di conservare nuove informazioni, mantenendo la capacità di apprendimento.
In alcune zone dell’India, Brahmi è considerato un afrodisiaco. Nello Sri Lanka, con il nome di Loonooweella, il Brahmi è prescritto per le febbri; nelle Filippine, è usato come un diuretico.
Un recente studio scientifico ha dimostrato che il Brahmi ha potenti proprietà antiossidanti, che è, senza dubbio, il motivo per cui è stato anche venerato in India per rafforzare il sistema immunitario, migliorare la vitalità e le prestazioni e per promuovere la longevità.
Le persone che utilizzano questa pianta riportano un miglioramento della memoria, aumento dei livelli di energia e la capacità di affrontare meglio lo stress della vita.
Un esempio più stimolante dell’uso del Brahmi è stato mostrato in un programma televisivo australiano.
Un noto giocatore di rugby aveva subito gravi danni al sistema nervoso.
Dopo otto settimane in terapia intensiva e 14 operazioni, seguite da complicazioni e sette mesi e mezzo in riabilitazione, non poteva camminare o parlare correttamente e non aveva memoria a breve termine.
Il verdetto medico fu nulla poteva più essere fatto.
La sua famiglia non accettò questa conclusione, e una zia amorevole cercò una cura, che la portarono alla CDRI (Central Drug Research of India).
Le dissero che il Brahmi era stato utilizzato per la valorizzazione della memoria, ma non era mai stato utilizzato per riparare i danni al cervello, e non potevano promettere risultati.
A suo nipote è stato dato il Brahmi in estratto concentrato e in poco tempo la sua memoria a breve termine è tornata.

venerdì 26 febbraio 2016

Quando Michael Jackson dichiarò: “È Tutto falso: il mondo è manipolato da entità occulte”

When Michael Jackson says: "Everything is false: the world is manipulated by occult entity"
Когда Майкл Джексон говорит: "Все это ложь: мир манипулирует оккультной организацией"
当迈克尔·杰克逊说:“一切都是假的:世界是由隐匿性实体操纵”


– di Leonardo Spinale
Michael Jackson dopo queste gravi affermazioni pronunciate, durante una conferenza stampa scrisse la sua condanna a morte, denunciando la cospirazione globale in atto.
1)L’industria della musica e’ in mano a persone che sfruttano i personaggi per veicolare e manipolare le masse
2) Tutta la Stampa manipola le notizie e mente spudoratamente, nascondendo il vero e trasmettendo il falso
3) Le stesse persone che manipolano la stampa hanno manipolato i libri di storia! Cresciamo con una storia ben diversa da quella reale!
4)Tutto quello che accade nel mondo e’ perché’ c’e’ una cospirazione nella struttura del potere globale…
5) E’ importante che la gente inizi a svegliarsi prima che sia troppo tardi…
Ecco quello dichiarato da Michael Jackson:


giovedì 18 febbraio 2016

Come rigenerare tutto il sistema immunitario in 72 ore

How regenerate whole immune system in 72 hours
Как регенерировать весь иммунная система в течение 72 часов
在72小时内为再生整个免疫系统

Avere un sistema immunitario forte è davvero fondamentale per godere di una buona salute, in quanto ci proteggerà da batteri liberandoci da malattie e condizioni.
Ma lo stile di vita odierno, e il cibo carico di sostanze chimiche, contribuiscono ad indebolire il nostro sistema immunitario.
Un gruppo di scienziati dell’Università del South Carolina (Stati Uniti) ha effettuato una ricerca su come migliorare erigenerare il nostro sistema immunitario, trovando la risposta nel digiuno.
Non ci farà solo perdere peso, ma rinforzerà il sistema immunitario migliorando il nostro stato di salute generale. Secondo l’università bastano 8 giorni di digiuno all’anno.
Digiunare da 2 a 4 giorni per volta, ogni 6 mesi, permetterà alle cellule madri di “svegliarsi”, cominciando a rigenerarsi da sole, secondo gli scienziati. La ricerca ha dimostrato anche che il digiuno ha distrutto cellule danneggiate, facendone nascere di nuove: in poche parole, ha rigenerato il sistema immunitario.
Una volta terminato il digiuno, il corpo comincerà a produrre nuovi globuli. “Se cominci con un sistema immunitario fortemente danneggiato, ad esempio per chemioterapia o invecchiamento, i cicli di digiuno possono generare letteralmente un nuovo sistema immunitario”, ha detto il professore di scienze biologiche Valter Longo.
“Quando privi il corpo di cibo, il sistema cerca di risparmiare energia, e una delle cose che può fare a tale scopo è riciclare molte cellule immunitarie, sopratutto quelle che possono essere danneggiate”, ha aggiunto il professor Longo. “Abbiamo notato che i leucociti diminuiscono con il digiuno prolungato. Poi, quando si ricomincia a mangiare, i globuli ritornano”.

domenica 31 gennaio 2016

Scienziati choc: “Elimina il 93% del tumore in due giorni”

Scientists shocked: "Delete the 93% of the tumor in two days"
Ученые в шоке: "Удалить 93% опухоли в течение двух дней"
科学家们惊呆了:“删除肿瘤的93%,在两天内”


I ricercatori hanno scoperto che l’olio di cocco è ricco di una potente sostanza anticancro che si è dimostrata in grado di uccidere il 93% delle cellule del cancro al colon in soli due giorni.

Lo studio pubblicato sulla rivista Cancer Research dai ricercatori dell’Università di Adelaide ha scoperto che l’acido laurico, che costituisce almeno il 50% dell’olio di cocco, ha sterminato più del 90% delle cellule del cancro del colon dopo appena due giorni di trattamento in una linea cellulare di tumore del colon in vitro.
Lo studio cita anche altre ricerche che mostrano come l’acido laurico può indurre morte delle cellule tumorali sia in vitro che in vivo. Infatti sono stati condotti degli studi sugli animali che mostrano come l’olio di cocco sia effettivamente potente nella cura del cancro. I ricercatori hanno scoperto infatti che l’acido laurico ha indotto la morte delle cellule cancerose nel tratto intestinale delle cellule epiteliali dei topi.
L’acido laurico è un acido grasso a catena media che si trova in grande quantità nel latte materno e che:
  • Supporta il sistema immunitario
  • Ha proprietà antimicrobiche
  • Ha proprietà antivirali
  • Induce la morte delle cellule cancerose
  • E’ in grado di inibire efficacemente l’enzima 5 alfa reduttasi che trasforma il testosterone in DHT (diidrotestosterone) e quindi è utile per contrastare le affezioni legate agli androgeni come l’iperplasia e il tumore della prostata, l’irsutismo, la sindrome dell’ovaio policistico, l’acne e l’alopecia androgenetica.
Secondo l’American Society for Nutrition, gli studi clinici hanno anche dimostrato che i grassi trovati all’interno l’olio di cocco “sono utili nel trattamento e prevenzione di malattie come il diabete, l’osteoporosi, malattie dovute a virus (mononucleosi, epatite C, l’herpes, ecc), malattie della colecisti, morbo di Crohn, e il cancro.”
L’olio di cocco si è dimostrato anche in grado di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e migliorare la qualità della vita dei malati di cancro.
Io lo consumo da ormai sei mesi quasi quotidianamente ed è diventato parte integrante della mia dieta.
Ci sarebbero tante proprietà salutari e curative associate all’olio di cocco e ulteriori ricerche potrebbero mettere in luce altre possibili applicazioni. Se vuoi approfondire sui benefici dell’olio di cocco ho scritto già 13 Proprietà Medicinali dimostrate dell’Olio di Cocco, Olio di Cocco – Pura Energia per rinforzare denti, ossa, fegato, tiroide e metabolismo e Ecco perché l’olio di cocco è meglio di qualunque dentifricio.
L’importante è scegliere olio di cocco vergine biologico estratto a freddo se vogliamo godere di tutti i benefici.
Per chi si approccia per la prima volta all’olio di cocco ne consiglio tre cucchiaini al giorno direttamente in bocca o nei frullati o nello yogurt. E’ ottimo per sbiancare i denti, depurare facendoci l’oil pulling, guarisce la pelle e tanto altro.

venerdì 22 gennaio 2016

Il Direttore delle Scienze planetarie alla NASA, Jim Green dichiara: abbiamo trovato Planet X!

Director of Planetary Science at NASA, Jim Green says: we found Planet X!
Директор планетологии НАСА, говорит Джим Грин: мы нашли планеты X!
行星科学部主任美国航空航天局说,吉姆·格林:我们发现X行星!
Il Direttore delle Scienze planetarie alla NASA, Jim Green ha recentemente rilasciato una intervista in cui dichiara: abbiamo trovato Planet X!
Sempre nell’intervista il Dr. Jim Green ha detto: i due astronomi statunitensi della CalTech University che lo hanno scoperto, gli hanno dato il nome di “Planet Nine”.  È stato anche soprannominato Pianeta X (o pianeta gigante) e si trova ai margini del sistema solare, ma non è stato osservato direttamente, ma in questo momento alla NASA stiamo già pensando ad una missione spaziale, che vede l’invio di una sonda da ricognizione planetaria, in modo da stabilire effettivamente di cosa si tratta, ma di sicuro è un pianeta gigante, grande quanto Giove o Saturno.
Planet X si troverebbe in orbita nella fascia di Kuiper, oltre il Sistema Solare
Sempre Jim Green ha detto:  “stiamo cercando di vedere attraverso i telescopi (come il Subaru Telescope di 8 metri alle Hawaii) se sia possibile osservare il Pianeta X, ma il suo campo di vista non può catturare la totalità della probabile orbita dell’oggetto. “Planet X  avrebbe un’orbita molto allungata nel sistema solare e impiegherebbe tra i 10.000 e i 20.000 anni per compiere un’intera orbita attorno al Sole.  Anche se dovesse passare davanti agli specchi del Subaru Telescope, ci vorranno altri 5 anni perchè gli astronomi possano vagliare i dati per la conferma di Planet X. Ecco quindi la necessità di inviare una sonda spaziale per oservare meglio il “pezzo grosso“.



Il pianeta “ha una massa pari a circa dieci volte la Terra e orbita a una distanza di circa 20 volte quella di Nettuno”. I ricercatori Konstantin Batygin e Mike Brown hanno spiegato di aver individuato il pianeta attraverso modelli matematici e simulazioni al pc. Si tratta certamente di un pezzo piuttosto consistente del nostro sistema solare – dice Brown – che deve essere ancora trovato, ma è la fuori, oltre Nettuno e Plutone. Grazie alla sua grande forza
Mike Brown (a sinistra) e Konstantin Batygin
gravitazionale, lo abbiamo trovato. Potrebbe somigliare a Giove come grandezza!
Planet X? Era scritto anche nei Crop Circle
Uno dei tanti Crop Circle, come quello comparso in un campo di frumento vicino Cervia, Ravenna il 20 Giugno 2015, mostrava il diagramma che faceva ipotizzare al passaggio o transito di un enorme pianeta davanti al Sole o al Sietma Solare.  Credevamo fosse Giove, visto la somiglianza con il grande occhio o grande macchia che contraddistingue il pianeta gassoso più grande del sistema solare. Forse si…forse no… Ma i dubbi si sono dissipati ad una migliore vista del pittogramma.

Ovviamente tutte le ipotesi su Planet X si sono dissipate e sembra essere reale la sua presenza oltre Plutone, ma rammentiamo che qualche anno fa ci sono stati altri pittogrammi, come ad esempio quello comparso il 17 Giugno 2012 a Santena (TO) che descriveva il transisto o passaggio di un piccolo sistema di stellare o comunque di oggetti planetari.  Questo sistema planetario poteva riferirsi alla stella Nemesis (una stella oscura) una Nana bruna,  nella cui orbita ci sarebbero circa 7-8 pianeti tra cui Nibiru.  Forse però qualche dato importante è scritto anche nel famoso Crop Circle del 22 Luglio 2008 a Avebury Manor.

Crop Circle Santena
Avebury Manor 2008
Di seguito l’intervista dei due astronomi che hanno scoperto Planet X, il Dr. Mike Brown e Konstantin Batygin. Poi a seguire il video dell’intervista al dott. Jim Green (NASA). Buona visione!
Massimo Fratini
Copyright © 2016 by Segnidalcielo

Testi e materiale fotografico sono diritti riservati, presenti nell’opera editoriale in uscita prossima dal titolo: The Return of Planet X – di  Massimo Fratini (Edizioni X-Publishing)








Fonte: http://www.segnidalcielo.it/il-direttore-delle-scienze-planetarie-alla-nasa-jim-green-dichiara-abbiamo-trovato-planet-x/

domenica 27 dicembre 2015

LA PORTA SEGRETA DELLA GRANDE PIRAMIDE

The secret door of the Great Pyramid
Секрет дверь Великой Пирамиды
大金字塔的暗门



La Piramide di Cheope- per motivi religiosi, spirituali ed energetici – fu usata anche come Tempio, per le speciali funzioni “magiche” a essa correlate.
Credo inoltre fermamente che fosse un distaccamento “molto particolare” della Casa della Vita, di cui gli Egizi hanno sempre parlato come del luogo di apprendimento e di formazione. Era l’Università di Alchimia, Occultismo, e Teoretica cui pochissimi eletti potevano accedere per accrescere la propria elevazione intellettuale e spirituale. 

Quanto “spazio calpestabile” c’è all’interno della Piramide? Ci sono sicuramente altre stanze, oltre alle tre scoperte (la grotta sotterranea e le due interne), che crediamo uniche (così non se ne cercano altre!). Devono essercene per forza altre (oltre a quelle – non si sa quante – sotto la Camera del Re, nella Torre interna), vista la funzione della Piramide, e vista anche la sua dimensione.

E ci devono essere almeno due passaggi di accesso (ne sarebbe bastato uno, ma di certo ce n’era anche uno di emergenza), dato che la Grande Galleria, i corridoi ascendenti, quelli discendenti (cioè la strada percorsa da ogni turista), non sono stati concepiti per passarci l’uomo! Se la superficie della Piramide era rivestita, come è assodato, da lastre bianche e levigate che conferivano all’edificio un aspetto esterno lucido e riflettente, è logico pensare che l’ingresso fosse altrove e SOTTOTERRA, raggiungibile dopo aver attraversato una serie di corridoi, che probabilmente mettevano in collegamento la Piramide anche con altre strutture sotterranee.

Cronache di Erodoto

Erodoto racconta che alcuni sacerdoti, di notte, venivano visti navigare su misteriose barche, con le quali passavano sotto le sabbie di Giza, percorrendo un canale sotterraneo del Nilo. Nessuno sapeva dove andavano, perché stavano attenti a non farsi seguire. Andavano e venivano misteriosamente e silenziosamente, come dei fantasmi. Forse si recavano nella Piramide? Una volta dentro, attraverso scale e corridoi, avrebbero potuto raggiungere i vari locali.

Sempre Erodoto riferisce però anche di una pietra “girevole”, cioè un passaggio segreto all’esterno della Piramide.

In primo luogo, se era segreto, di certo i sacerdoti non l’avevano mostrato a Erodoto, ma tutt’al più ne avevano parlato, senza farglielo vedere; inoltre, ammesso che esista davvero tale passaggio, questo dovrebbe essere alla base, visto che la superficie – all’epoca della visita di Erodoto – era ancora ricoperta con lastroni che la rendevano lucida e impossibile da scalare. Infine, sembra poco probabile che il passaggio non sia stato scoperto durante la rimozione dei lastroni (utilizzati per ricostruire la città del Cairo). A questo punto, se la pietra girevole esisteva davvero, ci doveva essere una doppia sicurezza: lo strato sottostante ne doveva aveva un’altra, prevista per scongiurare un’intrusione.

Alquanto perplessa a causa delle mie idee circa un ingresso sotterraneo, sono stata tuttavia affascinata dalle parole di Erodoto, e non potendo resistere alla tentazione di indagare sull’esistenza di questa “porta” all’esterno della Grande Piramide… mi sono resa conto molto presto che c’era una pagina dell’archeologia egiziana, che non avevo ancora letto! E che questa seconda “porta” esisterebbe ancora …

La porta segreta


Infatti, Erodoto non fu l’unico a parlare di una porta segreta: le mie ricerche per approfondire la questione di questo “secondo ingresso”, mi hanno portato a individuare una straordinaria scoperta fatta molti anni fa da due famosi egittologi, vincolati dal giuramento di non rivelarla a nessuno finché fossero stati in vita.

L’episodio riguarda la scoperta del famoso accesso e di un “tesoro” nascosto, che si trova dall’altra parte. Ne voglio parlare dopo un breve preambolo, perché desidero che il lettore, prima, capisca che sto per raccontare l’esperienza massima che ogni archeologo auspicherebbe per se stesso… e quindi è necessario stabilire l’attendibilità di uno di loro, lo statunitense John Ora Kinnaman (1877-1961), famoso biblista, grande ricercatore e famoso conferenziere. Ma la descrizione fatta non rende certo giustizia a questo grande studioso, che ebbe per caso, o per volontà del destino, la fortuna di incontrare a Giza, durante un suo viaggio, sir William Flinders Petrie.

Il personaggio


Dopo essere stato un ragazzo-prodigio (ottenne il diploma di insegnante a 16 anni), John Ora Kinnaman si specializzò in Letteratura greca e latina, Storia antica, Filosofia e Archeologia classica all’Università di Chicago. Grazie alla sua spiccata attitudine per l’archeologia, fu presentato al Professor Frederic Starr, che lo convinse a condurre una serie di ricerche sull’Archeologia Americana, di cui egli era Capo Dipartimento. In un secondo tempo, Starr lo presentò al Dr. Stephen D. Peet, illustre archeologo americano, editore e fondatore della rivista American Antiquarian and Oriental Journal, della quale Kinnaman divenne caporedattore nel 1911, quando Peet si ritirò.

Anche negli anni precedenti, Kinnaman fu molto impegnato: dal 1903 insegnò Letteratura latina al Bentos Harbor College, nel Michigan (dove fu anche preside); nel 1907 si laureò in Archeologia classica all’Università di Roma; nel 1909 trascorse un anno intero presso i nativi pellirosse Chippewa, dei quali raccolse leggende antiche e testimonianze. Visse in seguito anche con gli Esquimesi, e perfino con alcune tribù di cannibali e di cacciatori di teste … sempre alla ricerca di tracce del passato.

Grazie alla sua competenza dell’antico ebraico, ri-tradusse tutta la Bibbia, scoprendo molte diversità con le versioni tradotte in precedenza; questo lo convinse che il testo originale era stato intenzionalmente manipolato e alterato.

Kinnaman cominciò a dedicarsi con molto interesse allo studio dell’Archeologia in relazione alla Bibbia e ai racconti definiti “apocrifi”, specialmente dopo la sua “avventura” con sir William Flinders Petrie; partecipò anche alla scoperta della tomba della Regina di Saba, in Etiopia. Sembra che proprio dopo questa scoperta l’imperatore Menelik lo avesse invitato in qualità di esperto, per testimoniare l’autenticità di un oggetto sacro conservato ad Axun, niente meno che l’Arca dell’Alleanza; sembra anche che il Dr. Kinnaman, dopo averla vista, l’abbia giudicata un’imitazione molto ben fatta.

Fu vice-presidente del Victoria Institute of Great Britain e della Society of the Study of Apocripha, nonché socio dell’International Society of Archeologists e del Palestine Exploration Found of Great Britain. Scrisse 4 libri, centinaia di articoli, e fu anche redattore di 5 riviste di archeologia, di cui una di sua proprietà: il Biblical and Archeological Digest.

Ma il motivo per cui sto scrivendo di lui, riguarda la sua scoperta fatta a Giza insieme a sir William Flinders Petrie, con il quale egli raccontò di aver lavorato per ben 11 anni.

Massoneria e Atlantide

Bisogna sapere che Kinnaman e Petrie erano massoni. Durante una riunione massonica del 1955, Kinnaman tenne una conferenza e dichiarò che negli anni ’20, lui e Petrie scoprirono un passaggio segreto sul lato sud della Grande Piramide, e di lì entrarono in numerose camere piene di reperti inquietanti. Sembra che i due archeologi avessero trovato un vero e proprio “tesoro nascosto”, comprese le prove dell’antica saggezza egizia e di quella atlantidea.

Videro anche oggetti incredibilmente “moderni”, alcuni eseguiti con metallo inossidabile e altri con un materiale che oggi potremmo associare idealmente al plexiglas… alcune macchine antigravità, “usate (35.000 anni fa!) anche per costruire la Piramide”; oltre ai documenti che svelavano “a cosa servisse l’edificio”, che non era per niente una tomba! Tra le varie cose, i due videro anche l’elenco completo di tutti i re egizi a partire dall’inizio vero… dal numero 1.

Erano forse le leggendarie 30 stanze “allestite” dal Re anti-diluviano Saurid, di cui parlava lo storico arabo Al Makrizi?

Ritenendo che la collettività non fosse pronta per queste rivelazioni, decisero di comune accordo di non svelare a nessuno l’ingresso segreto della Piramide, così che nessuno potesse mettere gli occhi (e soprattutto le mani) sul prezioso contenuto. E siccome William Flinders Petrie non parlò mai di questa esperienza, nell’ambiente ortodosso si preferì sospettare che le 30 stanze fossero frutto della fantasia dello stimato Dr. John Ora Kinnaman.

A distanza di tutto questo tempo, si sta ancora investigando sulla sensazionale scoperta. Alla Kinnaman Foundation for Biblical and Archeological Research, che l’archeologo e biblista istituì nel 1960, Steven Mehler (Direttore di Ricerca della Fondazione) da anni sta cercando di ricostruire la vicenda, attraverso gli scritti e le documentazioni lasciate da Kinnaman, tra cui anche molte audio-cassette, compresa quella con la registrazione della famosa conferenza, in occasione della riunione massonica del 1955.

Purtroppo, l’autobiografia di Flinders Petrie non cita mai Kinnaman, e nemmeno gli altri libri scritti su di lui. Nessun documento attesta che i due si fossero conosciuti; tuttavia esistono circostanze che fanno inequivocabilmente pensare che dovessero per forza conoscersi, avendo frequentato entrambi, negli stessi anni, certi personaggi di spicco nell’ambiente archeologico, e alcuni circoli culturali. Tra l’altro, erano entrambi membri del Palestine Exploration Found of Great Britain!

Il rinvenimento della “mappa”

Recentemente, il Dr. Steven Mehler ha trovato un documento dattiloscritto scritto dall’84enne Dr. Kinnaman cinque mesi prima di morire… che riporta in modo accurato come individuare e aprire la porta! Finalmente!

Kinnaman e Petrie, infatti, decisero di mantenere segreta fino alla loro morte l’ubicazione della porta; non solo… lo fecero davanti alle massime autorità egiziane dell’epoca (che quindi hanno sempre taciuto la notizia), informandole della scoperta e della decisione presa. Ma evidentemente il Dr. John Ora Kinnaman non seppe resistere alla tentazione di parlarne (senza tuttavia rivelarne l’ubicazione) e di rompere il giuramento, prima di morire. Infatti credo che la frustrazione più grande per uno scienziato, sia quella di dover mantenere nascosta la sua più grande scoperta!

Prima di morire, Kinnaman ruppe (almeno per iscritto) il giuramento e scrisse a macchina come trovare la porta; poi infilò il foglio tra le montagne di carte e di libri. Forse lasciò al caso di scegliere il momento della rivelazione. E il caso ha voluto che corrispondesse proprio al periodo epocale previsto dal veggente Edgar Cayce, il quale profetizzò che nel decennio a cavallo del nuovo secolo, sarebbe stata aperta la Camera dei Documenti …

30 camere nascoste

A me sembra che il nome del leggendario re Saurid assomigli foneticamente a quello di Osiride… e forse non si tratta di una mera coincidenza. E credo possibile che almeno alcune delle 30 stanze siano all’interno della Torre Djed, perpendicolarmente sotto la Camera del Re, e che lì si trovino anche i “Libri di Thot”. Penso che altri locali, a uso di laboratorio scientifico, siano ubicati nella parte superiore della piramide, oltre lo Djed… e che “qualcos’altro” di assolutamente inimmaginabile si trovi in un ambiente più in alto ancora, vicino al vertice. E che i due egittologi, dopo lo sbigottimento iniziale per aver visto “ciò che hanno visto” all’interno delle camere, abbiano deciso di non rivelare dov’erano.

I “Libri di Thot” sono ancora nella Grande Piramide, nella Camera della Conoscenza!

Cosa contengono di così sconvolgente o pericoloso?
(fonte: www.misteria.org)